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Situata in Lomellina, in posizione pressoché equidistante dalle città di Pavia e Voghera, Pieve Albignola sorge a ridosso dell’ultimo gradino dell’alveo del Po, scavato dallo stesso fiume nel corso delle passate ere geologiche.
Il territorio si estende su una superficie di 17,75 km quadrati e conta 919 abitanti, per una densità abitativa di circa 51,7 abitanti per km. quadrato.
L’etimologia del nome “Pieve” sta ad indicare l’antica presenza di una pieve, una chiesa con un fonte battesimale in cui i primi cristiani, si recavano per farsi battezzare, per sposarsi e per ricevere l’istruzione religiosa; mentre “Albignola” deriva dal latino “alboneae” (l’odierna Erbognetta), un tempo alimentata da copiose risorgive ora ridotte ad una semplice roggia. L’origine del paese risale a prima del mille, il paese era posto sull’argine del Po, ma fu inghiottito da una piena e in seguito ricostruito nel posto attuale. E’ in ogni modo in un’antica pergamena del 1181 che, in un elenco di capo-famiglie che pagavano le “tasse del giogatico” ai signori di Pavia, alleati con Federico Barbarossa, compare per la prima volta la scritta del paese “Albignole”. La località è citata anche nell’elenco del contado di Pavia del 1250 come “Plebs Albignole cum S.Honorata”, nella contea lomellina.
Nel settembre 1466 il feudo di Sannazzaro, con le sue pertinenze di Ferrera, Pieve Albignola e Alagna, veniva acquistato dal Marchese Giacomo Malaspina. Nel 1520, alcuni terreni di Pieve Albignola, furono venduti da Antoniotto Campofregoso divenuto nel frattempo proprietario del feudo, al magnifico “signore” Gabriele Paleari (tesoriere della Camera del Duca di Milano), che fece erigere in paese una torre per la difesa del centro abitato, inglobata poi nella villa Nicoli-Strada. All’interno della chiesa, nella volta sopra l’altare dedicato a S.Antonio, ancora oggi e’ possibile vedere una piatrella in maiolica con lo stemma della famiglia Paleari. Nel 1644 il comune è incluso nell’elenco delle terre del principato di Pavia, censite per fini fiscali da “Ambrogio Opizzone” come appartenente alla Lomellina. Nel 1868 al comune di Pieve Albignola è aggregata la frazione Cascinotto Mensa, staccata dal comune di Corana. Nel 1924 il comune è incluso nel circondario di Pavia della provincia di Pavia, in seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926, il comune verrà amministrato da un podestà. Nel 1946 in seguito alla riforma dell’ordinamento comunale il comune sarà amministrato da un Sindaco, da una Giunta e da un Consiglio.
Il territorio si estende su una superficie di 17,75 km quadrati e conta 919 abitanti, per una densità abitativa di circa 51,7 abitanti per km. quadrato.
L’etimologia del nome “Pieve” sta ad indicare l’antica presenza di una pieve, una chiesa con un fonte battesimale in cui i primi cristiani, si recavano per farsi battezzare, per sposarsi e per ricevere l’istruzione religiosa; mentre “Albignola” deriva dal latino “alboneae” (l’odierna Erbognetta), un tempo alimentata da copiose risorgive ora ridotte ad una semplice roggia. L’origine del paese risale a prima del mille, il paese era posto sull’argine del Po, ma fu inghiottito da una piena e in seguito ricostruito nel posto attuale. E’ in ogni modo in un’antica pergamena del 1181 che, in un elenco di capo-famiglie che pagavano le “tasse del giogatico” ai signori di Pavia, alleati con Federico Barbarossa, compare per la prima volta la scritta del paese “Albignole”. La località è citata anche nell’elenco del contado di Pavia del 1250 come “Plebs Albignole cum S.Honorata”, nella contea lomellina.
Nel settembre 1466 il feudo di Sannazzaro, con le sue pertinenze di Ferrera, Pieve Albignola e Alagna, veniva acquistato dal Marchese Giacomo Malaspina. Nel 1520, alcuni terreni di Pieve Albignola, furono venduti da Antoniotto Campofregoso divenuto nel frattempo proprietario del feudo, al magnifico “signore” Gabriele Paleari (tesoriere della Camera del Duca di Milano), che fece erigere in paese una torre per la difesa del centro abitato, inglobata poi nella villa Nicoli-Strada. All’interno della chiesa, nella volta sopra l’altare dedicato a S.Antonio, ancora oggi e’ possibile vedere una piatrella in maiolica con lo stemma della famiglia Paleari. Nel 1644 il comune è incluso nell’elenco delle terre del principato di Pavia, censite per fini fiscali da “Ambrogio Opizzone” come appartenente alla Lomellina. Nel 1868 al comune di Pieve Albignola è aggregata la frazione Cascinotto Mensa, staccata dal comune di Corana. Nel 1924 il comune è incluso nel circondario di Pavia della provincia di Pavia, in seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926, il comune verrà amministrato da un podestà. Nel 1946 in seguito alla riforma dell’ordinamento comunale il comune sarà amministrato da un Sindaco, da una Giunta e da un Consiglio.

